Intervista a Maria Antonietta Labanca

UN TALENTO CHE GURDA ALL’ARTE CON ESTRO E COLORI
Maria Antonietta Labanca, ha 61 anni, vive a Picerno, è laureata in Scienze Religiose e da molti anni insegna religione in varie scuole, è un’artista talentuosa che con le sue creazioni continua a stupire quanti hanno il piacere di ammirarle!


1) Dall‘insegnamento della Religione alle sue creazioni, che cosa realizza e come è nata questa passione?

Ho avuto da sempre la passione per l’arte, infatti da ragazza avrei voluto iscrivermi all’istituto d’Arte ma per vari motivi non è stato possibile.
Durante il periodo degli studi universitari, per rilassarmi, ho cominciato ad interessarmi al decoupage e seguendo il mio istinto, pian piano ho acquisito sempre più manualità e sicurezza nella realizzazione di lavori che regalavo a persone a me care. Queste creazioni hanno ricevuto sempre più apprezzamenti e per un periodo da semplice hobby è diventato quasi un lavoro (infatti ho partecipato a numerosi mercatini in varie località della Regione), attualmente è ritornato ad essere un semplice svago, anche se su richiesta realizzo ancora lavori particolari e creativi.


2) Meravigliose le pietre decorate che racchiudono ricercatezza ed originalità.

Le pietre decorate che realizzo sono pietre marine che proprio per l’azione del mare, si presentano levigate ed assumono anche forme particolari che ben si prestano ad essere decorate con fantasia.


3) Dominano tanto le raffigurazioni di fiori, le piacciono i colori e la natura?

Si, ho vissuto anche in campagna e la natura mi ha sempre affascinato. Nel realizzare il lavoro, nella mia mente inizia a svilupparsi un vero e proprio progetto, a partire dalla scelta della forma della pietra per finire alla decorazione. Penso alla persona alla quale è destinata, cercando di immaginare i suoi gusti e preferenze. Non disdegno però anche decorazioni a sfondo religioso, soprattutto nei periodi natalizi e pasquali.

4) Vorrei parlassimo del riciclo e riutilizzo dei materiali, lei è stata capace di ‘recuperare’ una scatola in disuso all’interno della quale ha creato una natività. Ci spieghi meglio! Questa scatola era a casa dei miei genitori, era accantonata in un angolo e non utilizzata, mentre prima fungeva da salvadanaio. Quando l’ho vista, notando che era di legno di ottima qualità, ho subito pensato di utilizzarla per poter realizzare una natività, che per me è il vero simbolo del Natale. 

 

5) Quando trova il tempo per creare e a che cosa si ispira? Soprattutto la sera, poiché è una attività che mi rilassa. Ho attrezzato un piccolo laboratorio in casa e quindi anche nei ritagli di tempo riesco a portare avanti il lavoro.

6) I prodotti artigianali sanno di tempo dilatato, di applicazione e cura costante dei dettagli, da qui l’unicità delle sue creazioni. Qual è il momento più soddisfacente nel processo creativo? Tutte le fasi di realizzazione dell’opera sono importanti ma il momento più emozionante è quello finale, la soddisfazione è doppia se viene apprezzata anche da chi la riceve.

7) La creazione che più le ha regalato emozione e soddisfazione? La Natività realizzata in una scatola di riciclo.

8) Sarebbe bello creare dei laboratori e coinvolgere altre persone che potrebbero scoprire una passione e mettere in luce un talento come nel suo caso. Ci ha mai pensato? Si, mi piacerebbe tantissimo trasmettere anche agli altri questa passione ma non si sono mai create le condizioni perché ciò accadesse. Spero si possa realizzare in futuro.

9) Che cos’è l’arte per lei? L’arte per me è una forma di comunicazione non verbale, infatti nell’ oggetto che realizzo c’è tutta me stessa, con emozioni, pensieri, immagini, simboli, gusto nello scegliere il colore (prediligo i colori dell’arcobaleno e non mi piacciono quelli scuri), le sfumature etc. Un’opera d’arte con ogni sua forma o colore traduce uno stato d’animo e resta incisa nel cuore di chi la realizza, è una vera e propria ‘creatura’ che merita attenzione, dedizione e tanta passione seguendo l’estro che fluisce smisuratamente!

Gherarda Cerone

Maria Antonietta La Banca